Stimolazione Cerebrale Profonda

La stimolazione cerebrale profonda o DBS (Deep Brain Stimulation) è un intervento neurochirurgico che  si pratica allo scopo di alleviare i sintomi di alcune malattie quali il morbo di Parkinson, il tremore essenziale e la distonia primaria. Dobbiamo precisare che questo intervento non cura la malattia, ma riduce notevolmente i sintomi quali possono essere nel  morbo di Parkinson il tremore, rigidità ipocinesia, che alterano la normale attività motoria del paziente impedendogli di mangiare, camminare, vestirsi normalmente. Attualmente  la procedura chirurgica viene utilizzata solo per i pazienti i cui sintomi non possono essere adeguatamente controllati con i farmaci, o a cui i  farmaci causano effetti collaterali gravi.

Tali interventi sono stati introdotti nella pratica clinica alla fine degli anni novanta ed oggi sono eseguiti anche per il dolore cronico non altrimenti curabile, la sindrome di Tourette e i disturbi ossessivi-compulsivi e in particolari casi di epilessia.

L’intervento consiste nell’impiantare con tecnica stereotassica, cioè con una tecnica che permette di arrivare con precisione millimetrica  in un punto del cervello con delle coordinate spaziali un apparecchio costituito da tre componenti: un elettrocatetere, una estensione ed un neuro stimolatore o neuro pacemaker.

L’Elettrocatetere è un sottile cavo che ha quattro elettrodi alla sua estremità ed è impiantato nella parte del cervello interessata detta dei nuclei basali attraverso un piccolo foro nel cranio; l’estensione è un cavo che collega l'elettrocatetere al neurostimolatore, decorre sotto la pelle e parte dalla testa capo, prosegue dietro l’orecchio e arriva  alla parte superiore del torace; il neurostimolatore  che è collegato all'estensione, è un dispositivo simile a un pacemaker cardiaco, che contiene una batteria che fornisce energia e da componenti elettronici che governano il suo funzionamento. Il neurostimolatore viene generalmente impiantato sotto la pelle del torace, al di sotto della clavicola e  produce gli impulsi elettrici necessari per la stimolazione. Poiché la sintomatologia del morbo di Parkinson, come la distonia, usualmente è bilaterale si usano due elettrodi e due estensioni che si collegano ad un solo neurostimolatore. I centri in cui è impiantato l’elettrocatetere sono di solito il nucleo subtalamico nel morbo di Parkinson, il nucleo ventrale intermedio nel tremore essenziale, il nucleo del globo pallido nelle distonie.

La stimolazione di questi nuclei blocca i segnali che provocano i sintomi motori disabilitanti delle malattie. Per personalizzare i benefici della terapia, è possibile regolare la stimolazione elettrica con dei segnali telemetrici al neuro stimolatore. L’intervento viene eseguito in anestesia locale di  modo che si possa controllare attraverso le risposte  motorie e sensitive date dal paziente i benefici ed evitare  gli effetti collaterali; la stimolazione di queste aree blocca i segnali che provocano i sintomi motori disabilitanti. La stimolazione, al contrario degli interveti neurolesivi praticati una volta, è reversibile perché può essere spenta e  rimossa senza eliminazione di tessuto nervoso cerebrale. Il  neurostimolatore di solito rimane sempre acceso e quando, dopo qualche anno di funzionamento, la batteria finisce si sostituisce il corpo del neuro stimolatore con una piccola incisione in day surgery.

Se la terapia viene interrotta, i sintomi possono ricomparire. Gli studi clinici hanno dimostrato un miglioramento dei punteggi motori nell'87% dei pazienti. I  rischi della terapia con DBS sono quelli correlati all'intervento chirurgico, gli effetti collaterali. I più importanti dei rischi chirurgici comprendono l’emorragia intracranica, l’infezione e le convulsioni. Gli effetti collaterali possono essere apatia, allucinazioni, gioco d'azzardo compulsivo, ipersessualità, disfunzione cognitiva e depressione, disartria e parestesie.

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